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L’indie piacentino dei Flidge

L’indie piacentino dei Flidge

I Flidge sono una delle giovani, e più promettenti band, del panorama musicale piacentino.

Li incontro al termine del loro concerto a Tendenze Festival, una manifestazione che si svolge ogni anno in autunno a Piacenza e che per la prima volta è stata ospitata al Parco Daturi, ai piedi di Palazzo Farnese uno dei simboli della città

Era la prima volta che li vedevo suonare dal vivo, nonostante li conosca ormai da diverso tempo e il loro Ep sia tra i miei preferiti su Spotify.

Nonostante la giovane, anzi giovanissima età (il più piccolo ha 16 anni e il più grande ne ha 20) non hanno nulla da invidiare a band più mature.

Mi fermo a parlare con loro al termine del live in cui hanno presentato, per la prima volta, i loro nuovi inediti scritti in italiano.

Ci sono tutti: Elia Callegari (cantante), Alessandro Landini (chitarra e seconda voce), Francesco Marini (chitarra) Juan Rinaldini (basso) e Luca Maserati (batteria).

Ci fermiamo a fare quattro chiacchiere, in mezzo al campo che ha ospitato il concerto, mentre veniamo assaliti dalle ultime zanzare superstiti e parliamo di loro, della loro musica, della loro evoluzione e dei loro progetti.

 

 

Fino al 2016 eravate i “Blue Freedom” poi avete cambiato e siete diventati i Flidge. Questa svolta ha avuto ripercussioni anche nella vostra musica? E che cosa vuol dire Flidge, visto che sembra non avere una traduzione in italiano…

Prima tendevamo a fare cover, sopratutto classici del rock, ora abbiamo cambiato genere e ci scriviamo da soli le canzoni. Ci siamo spinti verso l’onda indie mantenendo comunque un’impronta rock. All’inizio facevamo inediti in inglese e infatti il nostro Ep non contiene tracce in italiano. Ultimamente, invece, stiamo provando a scrivere nella nostra lingua rimanendo sempre sul genere indie, o meglio simil indie diciamo. E comunque Flidge è l’acronimo delle iniziali dei nostri nomi.

 

 

A luglio è uscito il vostro primo Ep dal titolo Ep e le tracce sono tutte in inglese. E’ una scelta particolare per una band emergente italiana. C’è una motivazione?

Abbiamo scritto il nostro primo inedito Sweeter in inglese e poi abbiamo seguito l’onda di fare canzoni tutte in quella lingua. La motivazione principale è che scrivere in inglese risulta più semplice rispetto all’italiano. Il testo passa quasi in secondo piano ed è una lingua più facile da mettere in musica. In italiano bisogna stare molto attenti a tanti aspetti: a non dire cose strane, a usare una grammatica corretta e, soprattutto, non si possono tagliare le parole a metà. In inglese invece si è molto più liberi.

Abbiamo pensato a tanti possibili titoli, presi da frasi delle nostre canzoni, ma alla fine nessuno ci piaceva e ci convinceva davvero. Quindi abbiamo detto facciamo una cosa semplice…ed ecco perché Ep.

Nonostante siate così giovani avete avuto numerose esperienze anche al di fuori del territorio piacentino e anche su palchi importanti: Collisioni, San Remo Rock, Fiat Music e Tanta Robba. Cosa ci dite del vostro percorso?

E’ iniziato tutto con Collisioni. Siamo andati li per incontrare Red Ronnie che faceva le audizioni nel suo furgoncino. Subito dopo l’audizione ci ha detto che gli avrebbe fatto piacere averci a suonare la sera stessa sul palco di Collisioni. Non ce lo aspettavamo e ci siamo arrangiati con quello che avevamo: per fortuna ci eravamo portati gli strumenti! Abbiamo suonato un paio di brani che sono poi entrati a far parte dell’Ep. Qualche mese dopo, a dicembre, ci ha chiamati per andare a esibirci sul palco dell’Ariston di San Remo per il suo Fiat Music Tour un contest, anzi per meglio dire un palcoscenico, dedicato ai gruppi emergenti. Abbiamo suonato li, non abbiamo vinto, ma ce la siamo cavata abbastanza bene, penso. Da quell’esperienza ne siamo usciti moralmente vincitori. Abbiamo rincontrato Red Ronnie a maggio di quest’anno a Milano e ci ha dato solo un consiglio: scrivere in Italiano.

“Che tra l’altro è una delle lingue che ultimamente uso più spesso nel parlato” ha aggiunto  Francesco.

 

 

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Un nuovo cd, che ovviamente sarà in italiano. Stiamo scrivendo delle nuove canzoni, due le abbiamo presentate stasera per la prima volta. le altre sono ancora tutte in fase di progettazione.

Il nostro obiettivo è quello di fare un album con almeno una decina di brani e vedere se riusciamo a trovare un’etichetta che ci rispecchi perché indipendenti è bello, ma è anche un po’ stressante. Comunque l’album non lo chiameremo Album, ma magari Lp…anzi forse è meglio di no.

 

Testo: Laura Losi

Foto: Andrea Landini

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