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Omar Pedrini

• Omar Pedrini •

Bombonera – Cesena // 09 Novembre 2018

 

Il lato artistico e musicale di Omar Pedrini non ha bisogno di particolari presentazioni, millantamenti o trampolini. Il lato musicale ed artistico di Omar Pedrini in questo articolo non verrà esposto.

Dico questo perché vorrei dedicare qualche riga in più al lato umano dell’artista bresciano.

L’onestà intellettuale, l’umiltà tipica dei veri figli del popolo sono un regalo e un’eccellenza da conservare come un patrimonio nell’ambito sempre più sterile della musica in Italia.

La fierezza dell’appartenenza, la semplicità dei “grazie” e “per piacere” accompagnati da un sorriso sempre presente come intercalare a ogni battuta.

Il tipico esempio di capitano, di leader moderato che fa parlare le prerogative dell’anima prima di quelle del pentagramma.

Il concerto alla Bombonera a Cesena è un’orgia di personalità ed età diverse, gente arrivata da Brescia, da Firenze, da Parma, da Venezia oltre che da mezza Romagna.

Un concerto onesto che ha riattraversato le fasi embrionali della permanenza di Omar nei Timoria.

Un clima casalingo che a detta dello stesso Omar ha fatto la differenza, a dimostrazione che la crescita artistica di un musicista trova spesso confort nella provincia che può ancora raccontare storie diverse, lontane dai clichè ordinari.

Ad accompagnare il cantautore scopriamo Marco, chitarrista mancino dal talento evidente, in un duetto di chitarre acustiche, accompagnate con costanza dall’incalzante sottofondo del pubblico pronto a seguire ed eseguire ogni passaggio di spicco dei classici marcati fine ’90 primi ’00.

Omar, uomo, cantautore, amico e trascinatore.

Ci fossero artisti come lui, anzi più semplicemente, ci fossero uomini come lui.

Un grande Zio Rock, esempio vero.

 

Testo: Vasco Abbondanza

Foto: Luca Ortolani

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