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Il surrealismo di Lee Miller “in mostra” e sul palco

Marzo è il mese delle donne e anche nella sezione artistica di Vez abbiamo pensato di rendere omaggio a una figura femminile che, grazie alla sua forza e alla sua determinazione, è riuscita a farsi notare in un mondo prevalentemente maschile.

Modella, musa, fotografa e inviata: stiamo parlando di Lee Miller una donna che ha fatto la storia.

La sua infanzia fu tutt’altro che felice: in tenera età subì uno stupro da parte di un amico di famiglia ma, questo traumatico evento, non fermò la sua ascesa verso il successo. Sapeva cosa voleva e sapeva come ottenerlo.

Inizia la sua carriera a 19 anni quando Condé Nast in persona la nota e, folgorato dalla sua bellezza, la vuole tra le pagine delle sue riviste. E’ il 1927 quando fa la sua prima apparizione sulla copertina di Vogue.

Spirito frizzante e intelligente la Miller lascia New York per trasferirsi in Europa dove studia arte e fotografia. Ma non vuole stare soltanto davanti all’obiettivo, vuole di più.

Grazie alla sua bellezza diventa musa di numerosi artisti tra i quali basta ricordare Pablo Picasso che la ritrasse in ben 6 opere. Ma il legame più importante che ebbe in questa prima fase europea è senza dubbio quello con Man Ray.

 

Picasso, Hotel Vaste Horizon

© Lee Miller Archives England 2018. All Rights Reserved. www.leemiller.co.uk

 

Inizialmente restio ad accettarla come allieva dovette ricredersi una volta scoperte le doti artistiche della donna. I due iniziarono un sodalizio artistico e personale che segnò le vite di entrambi. La loro relazione durò solo tre, intensi, anni e in questo periodo portarono avanti numerosi progetti e inoltre misero a punto la tecnica della solarizzazione fotografica.

Nel 1932, chiusa la storia con Ray, torna in patria, a New York, dove apre un suo studio fotografico in cui realizzerà per lo più ritratti.

Nel 1934 si sposa con Aziz Eloui Bey, un ricco egiziano, e si traferisce al Cairo. Qui si dedicherà alla fotografia scegliendo come soggetti le piramidi e il deserto, avvicinandosi così al reportage fotografico.

Nel 1937, durante un nuovo viaggio in Europa, conosce Roland Penrose pittore, storico e poeta che sarà uno dei maggiori esponenti del surrealismo britannico. I due iniziano a lavorare insieme ma presto il loro rapporto diventerà qualcosa di più: inizieranno una relazione che porterà la donna a lasciare il marito.

Nel 1939 Miller lascia l’Egitto per trasferirsi in pianta stabile a Londra.

Ma la pace e gli equilibri del mondo stanno per cambiare poiché il flagello della seconda guerra mondiale si sta per abbattere sul globo.

Il governo americano la rivorrebbe in patria ma la Miller non è avvezza a farsi dare ordini: ignorando i continui inviti dell’amministrazione Lee decide di rimanere nel capoluogo britannico.

Grazie alla sua testardaggine la Miller riuscirà ad essere accreditata, per Vogue, come corrispondente di guerra per gli stati Uniti. Un grande traguardo e un nodo cruciale per la sua carriera.

 

Self portrait with headband, New York, USA, c1932

© Lee Miller Archives England 2018. All Rights Reserved. www.leemiller.co.uk

 

I suoi lavori ci restituiscono uno spaccato della vita londinese durante gli anni del conflitto il tutto sotto un’ottica completamente nuova: grazie alle sue foto vediamo il modo da un punto di vista femminile.

Ma è nel 1944 che le cose cambiano e i suoi orizzonti si allargano: la Miller sarà l’unica fotografa a seguire gli alleati durante lo Sbarco in Normandia.

Dopo il D-day viaggerà per l’Europa seguendo l’esercito e scattando foto per documentare dei pezzi di storia. Collaborando con David Sherman, fotografo di Life, si spinse fino a Parigi e a Berlino e arrivò fino al campo di concentramento di Dachau dove documentò le condizioni dei reclusi.

Fu una delle poche persone ad entrare nelle stanze private di Hitler. Una delle foto più celebri che la ritraggono è sicuramente quella scattata da Sherman mentre si sta lavando nella vasca del Fuhrer. Ho fatto uno strano bagno quando mi sono lavata lo sporco del campo di concentramento di Dachau nella stessa vasca da bagno di Hitler a Monaco.

La guerra però fu un’esperienza dura e lasciò sulla donna un segno indelebile. A causa del trauma subito cadde in un forte stato depressivo da cui riuscì ad uscire soltanto con l’aiuto di Penrose e di altri amici, tra cui l’ex amante Man Ray.

 

Nude bent forward [thought to be Noma Rathner], Paris, France, c1930

© Lee Miller Archives England 2018. All Rights Reserved. www.leemiller.co.uk

 

La sua vita, intensa e fuori dagli schemi ha portato alla Miller una grande fama tanto che nel 2005 è diventata la protagonista di un musical di Broadway intitolato Six Pictures of Lee Miller.

Dal 14 marzo al 9 giugno 2019, al Palazzo Pallavicini di Bologna e curata da ONO Arte si terrà una mostra dedicata a questa grande donna dal titolo Surrealist Lee Miller.

La rassegna è composta da 101 scatti che ripercorrono l’intera carriera della fotografa: dagli esordi fino agli scatti bellici.

Preferisco fare una foto, che essere una foto, aveva dichiarato la Miller. Di foto ne ha realizzate parecchie e fare un salto a Bologna per conoscere il lavoro di questa donna, che non si è mai piegata davanti agli eventi, potrebbe essere una buona idea e anche una fonte d’ispirazione.

 

Laura Losi

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