Odio dignissimos blanditiis qui deleni atque corrupti.

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Lupo “To the Moon” (Riff Records/Grand Tree House Records, 2019)

Lupo è il progetto acoustic-folk di Enrico (Chicco) Bedogni, polistrumentista reggiano ex voce, chitarra e synth della band post-rock AmpRive (Fluttery Records, USA), da cui fu costretto ad allontanarsi per un problema all’udito. Inizia così per Chicco Bedogni un periodo di sofferta astinenza dalla musica che lo conduce proprio alla realizzazione di questo EP solista To the Moon. La paura di non poter più far parte del fascinoso mondo musicale si riflette in queste sei ballad songs, contorniate da un’aurea lenta e malinconica. Tra folk americano e bluesman meravigliosi e tormentati ci si ritrova coinvolti nello sfogo dell’autore, in un lamento disperato ad una luna distante ed assente. 

Il nome stesso del progetto riecheggia il concetto, coinvolgendo gli ascoltatori in questo ululare notturno, cupo ed inquieto, invocato da un’umanità impaurita e troppo sola. Gli individui si ritrovano abbandonati a se stessi in un mondo insensibile che non lascia scampo. L’unica via di fuga sembra essere la musica con il suo immenso potere di infondere la speranza di un riscatto. Un nuovo inizio per gli individui di cui narrano le canzoni e allegoria di una rinascita personale e professionale per l’artista. “La musica era il mio rifugio. Ho potuto strisciare nello spazio tra le note e dare la schiena alla solitudine” (Maya Angelou). 

L’EP comincia proprio con Brother and I, che porta a riflettere su come la condivisione di un’origine e di una fine comuni non basti a rendere gli uomini fratelli. Rimaniamo uomini soli e impauriti, gettati in un mondo privo di compassione. La nostra inadeguatezza e debolezza di fronte alla perfetta immensità dell’universo viene ribadita in Slow Big Crunch. La voce potente dell’artista, accompagnata dalla chitarra e dal suono originale del banjo, si rivolge al cielo colmando un infinito imprevedibile e spaventoso. 

Allo stesso modo The Bluesman Blues toglie dal disincanto giovanile, peccatore ma ingenuo allo stesso tempo, svelando la verità di una vita futura piena di insidie. Il brano, duro e diretto, enfatizza l’essenza folk dell’EP grazie all’energia trasmessa dall’armonica.

Una critica verso la sterilità dell’animo umano prosegue in Whispers To The Wind, in cui si considera come l’altezzosità e l’orgoglio, perseguiti tanto spesso dagli individui, conducano solo a solitudine ed inquietudine. 

Uomini, sempre più distanti tra loro e distratti da una vita troppo frenetica e caotica, caratterizzano il mondo di oggi: emarginazione, superficialità e distacco vengono continuamente giustificati dalla convenienza e dalle circostanze portando ad una società in cui, sempre più, si perdono i veri valori umani. Proprio in questo modo, in Like a Picture, un padre egoista e assente si trasforma in un professionista impegnato e devoto, da rispettare e prendere a modello. Dove ci sta trasportando questa vita frenetica e imperturbabile? Che futuro avrà un’umanità così viziata ed instabile? Un sentimento di insoddisfazione si libra nell’aria, trasformandosi in un lamento cupo e straziante come il pianto di una bambina capricciosa raccontato in Blue Inside.

Le ballate, con grande forza e folklore, conducono l’ascoltatore ad una forzata presa di coscienza e una profonda riflessione sulla condizione umana, nelle sue debolezze e insicurezze. Un EP da ascoltare con una forma mentis aperta a nuovi orizzonti ed interpretazioni della realtà. Accettate la sfida?

 

Lupo

To the Moon

Riff Records/Grand Tree House Records, 2019

 

Martina Boselli

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