Odio dignissimos blanditiis qui deleni atque corrupti.

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Frigo “Non Importa” (La Clinica Dischi, 2019)

Arriva da Firenze il nuovo progetto firmato FRIGO.

Dopo aver aperto una lunga serie di live di vari artisti della musica italiana come Lo Stato Sociale ed Elio e le storie tese, la band torna a farsi sentire, ma questa volta lo fa diventando la protagonista assoluta e facendosi largo nella scena pop con Non importa, il loro nuovo album pubblicato da La Clinica Dischi.

Le nove tracce che compongono il disco sono state prodotte da Pietro Paletti (Sugar, Woodworm) e da Francesco Felcini (Motta, Le Luci della Centrale elettrica, Giorgio Canali) tra Firenze, Sarzana e Brescia e sono un concentrato vero e proprio di vita, diviso e descritto in maniera impeccabile.

Ogni canzone lascia qualcosa addosso: sono tutti testi che offrono la possibilità di fare un passo indietro, di riflettere su ciò che è stato e di riportare l’attenzione sulle piccole cose che sembrano essere l’unica strada diretta alla felicità.

Quella felicità che sembra sempre inafferrabile e che magari è proprio accanto a noi, nelle nostre giornate, nella semplicità che a volte dimentichiamo di vedere e quindi di vivere.: forse è perché siamo talmente presi dal voler immaginare tutto in grande che spesso tralasciamo i dettagli. Cerchiamo di insabbiare il nostro passato senza avere il coraggio di guardarci dentro o semplicemente di guardarci allo specchio, che poi, a pensarci bene, sono gli unici due modi per camminare sereni nel nostro presente e andare incontro al futuro con un paio di scarpe nuove.

Non importa è una sorta di: “Fermati un secondo” perché importa eccome, perché ci sono cose che contano ed è giusto non dimenticarle.

Conta chi sei, cosa vuoi, cos’hai perso, cos’hai, cosa senti.

Conta di cosa sono fatti i tuoi ricordi e in cosa riponi le tue speranze.

Conta quanto ti soddisfa il tuo lavoro e se hai qualcuno a cui raccontare com’è andata la tua giornata o semplicemente conta avere un proprio equilibrio e conta persino la ricerca continua di quel buon vento capace di sistemare ciò che nel tempo si è spostato e ciò che è giusto lasciare andar via. Infatti siamo tutti un po’ quell’isola di cui si parla in Vento dei maiali, in balia di eventi che si susseguono e persone che s’incontrano. 

Siamo tutti un po’ parte di Quando tu non ci sei perché inevitabilmente abbiamo provato almeno una volta quella sensazione di nostalgia verso qualcuno che è andato via dalla nostra vita e quella solitudine che, a volte, per quanto possa esser desiderata, in realtà appare spesso come sinonimo di vuoto senza quel qualcuno accanto. 

Abbiamo camminato tutti almeno una volta per Via dei Bardi, dove riemergono ricordi, passioni svanite, voglia di tornare indietro e voglia di ritrovarsi, di ritrovare la strada giusta.

Siamo tutti un po’ sognatori come Pamela e vorremmo tutti liberarci da tante convinzioni e paure per fare spazio alla gioia, proprio come succede in La gioia e l’ansia.

La punta di diamante del disco è Leoni da cortile, brano vincitore del concorso “Mai in Silenzio” sulla violenza di genere, organizzato dalla Regione Toscana e Controradio, per la giornata sui diritti umani del 2018. La canzone racconta quel momento in cui ognuno di noi scopre una parte brutta di se stesso, quella parte che a volte per fortuna o sfortuna emerge, quei lati oscuri che vorremmo non vedere mai e che spesso condanniamo negli altri, ma che in realtà basta un niente per far sì che diventino anche nostri.

“Perdonami, se non ti ho detto che cos’ero e l’ho scoperto insieme a te”.

Forse è vero che non si smette mai di conoscere una persona, ma è anche vero che non smettiamo mai neanche di conoscere noi stessi, soprattutto grazie alle persone che incontriamo.

Questo disco aiuta molto in questo e in tanto altro.

Buon ascolto.

 

Frigo

Non Importa

La Clinica Dischi, 2019

 

Claudia Venuti

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