Odio dignissimos blanditiis qui deleni atque corrupti.

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Scimmiasaki @ Porcelli

• Scimmiasaki •

 

Porcelli Tavern (Amelia) // 26 Aprile 2019

 

È venerdì 26 aprile e fuori dal Porcelli Tavern, locale che ha vita nel centro di Amelia (TR) dal 1987, si avverte l’attesa. Ci si chiede quando inizierà il Release del nuovo album degli Scimmiasaki, Trionfo. Terzo lavoro per la band alt rock composta da Giacomo, Santian, Peppe e Niki, Trionfo uscirà (non sappiamo ancora quando) per Vina Records.

Sono passati 3 anni da Collasso, un EP che ha aumentato l’attesa e le aspettative dei fan. Trionfo infatti è un neonato ma con una gestazione di almeno un anno.

A mezzanotte il live non è ancora iniziato e continua ad arrivare gente.

Entrando nel Porcelli si fa fatica a passare, il bancone è gremito di persone e attorno ai tavoli ci si ritrova parlando del più e del meno. Ci addentriamo nella stanza sottostante al Pub e al primo accordo tutti si fiondano dentro.

Il palco è scarno e basso, rialzato dal pavimento di pochi centimetri. Dietro alla band l’unico pezzo scenografico è il banner con la grafica di Alessandro Ripane. Ma tutti gli occhi sono su di loro. Il posto è colmo.

Il concerto comincia con Vorrei, arpeggi solitari troncati da stacchi strumentali adrenalinici. Poco più di due minuti di musica e un breve testo “in fuga” verso la felicità. La gente è in ascolto, interessata e curiosa.

Qualcuno mi ha confessato di come fosse strano non conoscere e cantare le nuove canzoni, eppure Trionfo è familiare e le sonorità ormai caratteristiche degli Scimmiasaki non mancano.

Basta qualche nota del quarto brano Stringere (da Collasso), per far sì che gli spettatori rompano il ghiaccio e inizino a ballare. Il pubblico si scatena, canta e si unisce all’urlo collettivo di “Stringere!”. Sembra quasi una famiglia.

Il singolo, Trionfo, si apre con pochi secondi di chitarra ed esplode immediatamente nel ritornello, uno di quelli che ti resta in mente davvero. Sono già in molti a cantarlo, pur essendo uscito due giorni prima insieme al video di Flavio Gasperini.

A metà concerto, dei problemi tecnici con le luci portano il palco e la band alla penombra ma questo non oscura affatto il carisma degli Scimmiasaki.

Giostra è il pezzo più lungo, forse un po’ lontano dalle peculiarità dell’album. Il ritornello è disteso, quasi romanticizzante ed è seguito da uno strumentale al quale si sovrappone una simil litania: “Sento dire sempre le stesse cose”. Ipnotizzante.

Canzone priva di un refrain nel senso letterale del termine è Castello. La frase ridondante “Sono felice” però non può non entrarti in testa.

A chiudere il concerto c’è il bis del singolo. È come l’ultima spinta: una liberazione consapevole e già nostalgica. Il travaglio è stato lungo ma ne è valsa la pena.

Benvenuto Trionfo, “anche se il mondo è grande non è troppo per me” cit.

 

Testo: Cecilia Guerra

 Foto: Simone Asciutti

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