Odio dignissimos blanditiis qui deleni atque corrupti.

Begin typing your search above and press return to search. Press Esc to cancel.
  /  Incontra   /  Si scrive “pacca”, si legge Banana Joe: il post-grunge rinasce a Genova

Si scrive “pacca”, si legge Banana Joe: il post-grunge rinasce a Genova

Ci sono tanti modi di definire lo stile Banana Joe, ma quello che ormai li caratterizza di più sta, senza ombra di dubbio, in quattro precise lettere: P-A-C-C-A.

Per capire che cosa sia la pacca firmata BJ non è sufficiente ascoltare qualche loro brano in cuffia: bisogna gustarseli sotto il palco, accanto ad una cassa vibrante, nel bel mezzo del pogo.

Ecco che la pacca si manifesta in tutto il suo splendore, sferrandoti il suo schiaffo migliore e lasciando che le tue viscere si schiantino sopra quel muro del suono dal rumore pesante.

I Banana Joe non hanno quasi bisogno di presentazioni: noi di Vez ci siamo affezionati e tra non molto lo sarete anche voi.

In momento storico in cui la discografia sembra perdersi nei meandri dell’Indie e della Trap, c’è finalmente qualcuno che non perde occasione per infuocare le chitarre, rendendo giustizia ad un suono ormai distante dalle radio e dall’immaginario collettivo.

Tre, ma come se fossero 10: Andrea Gnisci (voce e basso), Fulvio Masini (chitarra) ed Emanuele Benenti (batteria), suonano insieme da diversi anni ormai portando in giro il loro stile che oscilla tra sonorità post-grunge e la musica psichedelica degli anni ‘60-’70.

Genovesi, giovani, gasati: le band che piacciono perché sanno come farsi piacere.

Lo scorso ottobre hanno lanciato il loro primo album Supervintage che hanno fatto conoscere su diversi palchi del Nord-Italia, un concentrato di pura energia rock che lascia ben sperare per i nuovi lavori in arrivo. Perché, sì, sono in arrivo nuovi brani: ora ne abbiamo la conferma.

Noi di Vez li abbiamo incontrati, intervistati e anche un po’ umiliati.

Qui l’intervista a cura di Giovanna Vittoria Ghiglione:

 

 

Leave a comment

Add your comment here