Odio dignissimos blanditiis qui deleni atque corrupti.

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EX:RE @ Magnolia

• EX:RE •

Circolo Magnolia (Milano) // 21 Luglio 2019

Il “dizionario della musica” associa l’espressione “breakup album” a tutti quei lavori che traggono origine e ispirazione da una rottura.

Ex:Re, debutto solista e album omonimo di Elena Tonra, soave voce dei Daughter, rientra in questa categoria. Il titolo, eloquente gioco di parole, significa “Regarding Ex”, sottolineando il dolore per la fine di una storia d’amore, ma anche “X-Ray” rimandando ad una radiografia interiore, necessaria per sondare, focalizzare, curare e rimettere assieme i pezzi di una frattura emotiva.

La bella inglese mette a nudo le proprie emozioni in dieci tracce, tappe di un cammino di purificazione, dalle atmosfere malinconiche, lisergiche e triphop. Uno scenario notturno ed intimo che si addice perfettamente alla cornice del Circolo Magnolia di Milano, scelto come palcoscenico della prima delle due tappe previste in Italia, domenica 21 luglio. Scortata dalla band e dal suo timido sorriso, Elena entra in scena, puntualissima, posizionandosi al lato del palco, in una mise total black, spezzata dalla leggera trasparenza della maglia maculata. È My heart, ultimo pezzo del disco, ad aprire il set per un’esperienza di ascolto quasi a loop, dalla fine all’inizio, a rotazione. L’essenziale accompagnamento della chitarra mette subito in risalto la vocalità eterea e raffinata per poi arricchirsi, in When the time went, del ritmo modulato, mai troppo nervoso della batteria a cui siede il talentuoso Fabian Prynne (osservandolo nei movimenti ho pensato tutto il tempo al protagonista del film Wiplash). Le armonie e disarmonie del violoncello di Josephine Stephenson si trasformano nelle sirene che fanno da pattern sonoro a New York, fotografia caleidoscopica di un’anima sofferente, perduta per le vie della metropoli in preda a ricordi confusi o allucinazioni (I’m seeing things I’m missing / I miss him and I hate it / I’m drunk / New York, New York).

Alternandosi alla cinque corde e al basso, la Tonra lascia tutti gli strumenti per Too sad, cantata a occhi chiusi, con una mano al petto e una sulla pancia, punti focali del cuore e dell’istinto con cui l’artista parla a se stessa. Le luci si tingono di porpora per la rabbia e la delusione espresse dai versi di Liar che anticipa la dimensione fra l’incubo e la veglia di 5 AM, intervallo vuoto scandito dalla solennità del piano e dal ritmo ascendente e incalzante del timpano, colonna sonora dell’incedere del fantasma dei rimorsi e dei rimpianti.

<< È stato bellissimo essere con voi stasera. Grazie per tutto questo. E scusatemi per il mio italiano…La mia famiglia non abita nemmeno lontano da qui. Noi chiudiamo con questo brano… Non ne abbiamo altri >> – scherza Elena, teneramente imbarazzata, sotto la sua frangia.

Il finale è affidato al primo singolo estratto, Romance, ipnotico flusso di pensieri, memorie e dolore che, però, non permettono di smarrire del tutto una lucida concretezza. Un’artista, una donna che ammette di essere caduta nell’abisso, di averlo sondato ma di esserne riemersa. Una lezione necessaria da interiorizzare, come quella celebrata nella cover dei The Korgis, Everybody’s got to learn sometime, eseguita con tanta intensità, nell’encore. Il desiderio di regalare la sua esperienza a chi l’ha sempre sostenuta, attraverso quelle lettere mai scritte che hanno preso la forma di vita in musica, per imprimere un momento, chiudere un accordo a fine capitolo e girare pagina.

 

SETLIST:

My heart
Where the time went
Crushing
I can’t keep you

New York
Dazzler
Too sad
Liar
5 AM
Romance

Everybody’s got to learn sometime (Cover The Korgis)

 

Testo: Laura Faccenda

Foto: Luca Ortolani

Grazie a Comcerto

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