Odio dignissimos blanditiis qui deleni atque corrupti.

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Ragazzetto: un inguaribile anticonformista

L’attuale lista di cantanti emergenti è lunga e spesso “dispersiva” perché si ha come la sensazione di non riuscire a stare realmente al passo con tutta la musica che prende vita quotidianamente sulle piattaforme digitali. All’interno di quella lista però, c’è un nome che di per sé dice tutto ed è quello di Ragazzetto, nome d’arte di Federico Branca, uno di quei sani portatori di pazzia che amo, uno di quelli che così come è emerso dalla nostra chiacchierata, fa musica per amore vero verso questa parola, senza nessuna pretesa e con tutta l’umiltà del mondo, ma soprattutto con un carico emotivo importante, quasi fuori-tempo per questo tempo

Federico è uno di quelli che non ha paura di diffondere tutto ciò che sente e prova. Il 7 giugno è uscito il suo singolo di debutto Gli amici del mare per Cane Nero Dischi, una colonna sonora perfetta per questa estate, per tutti coloro che hanno il grande dono di focalizzarsi ancora sui piccoli istanti di felicità (spesso sottovalutati) e per tutti coloro che amano la bellezza della condivisione di quegli stessi istanti.

Ecco chi è davvero Ragazzetto…

Facciamo un passo indietro per scoprire e capire quando Federico ha deciso di cambiare qualcosa durante il suo percorso, scegliendo un nome d’arte che lo portasse poi a diventare Ragazzetto…

Avevo 18 anni e andai a suonare la batteria negli Enrico, loro erano tutti più grandi di me di circa 8/10 anni e mi chiamavano ragazzetto, perché in effetti mi comportavo abbastanza da pazzoide diciottenne. Nel giro musicale genovese hanno iniziato tutti a chiamarmi così per via della mia energia tipo pila Duracel e quando ho dovuto scegliere un nome d’arte è stato abbastanza immediato usare proprio quello.

Un ricordo in particolare, un momento in cui hai capito che avresti dato il via a questo tuo nuovo progetto, quali sono le persone che ne fanno parte e quali sono state le motivazioni che hanno fatto sì che tu ti mettessi in gioco in questa direzione?

Negli ultimi due anni un paio di progetti di cui facevo parte si sono un po’ arenati per l’ennesima volta, ho deciso a quel punto che avrei fatto da me perché la vita è una sola e io sono troppo curioso. Matteo il mio batterista è stato fondamentale e mi ha spronato molto adesso nella band c’è anche Samuel al basso e diciamo che noi 3 siamo lo zoccolo duro. Mi hanno fatto meglio 6 mesi come front-man che 10 anni di analisi…(ride)

Il 7 giugno è uscito il tuo primo singolo “Gli amici del mare” con un video diverso da quelli che siamo abituati a vedere perché d’impatto traspare la realtà non la finzione, amici veri e non attori e comparse… com’è nata la scelta di realizzare un videoclip del genere?

Io amo la realtà, la verità e la bellezza, che per inciso non ha quasi mai nulla a che vedere con la perfezione. Non mi interessa fare cose ragionate a tavolino, ma voglio che la mia arte, se così si può definire, sia genuina. In un’epoca dove tutto è costruito io voglio la verità, anche perché lo ammetto sono un inguaribile anticonformista. La canzone parla di persone vere alcune sono anche nel video e poi non avevo budget e quindi amici veri e cellulari (ride)

Sempre parlando del tuo singolo di debutto e di amici veri, quanto conta e come vivi il valore dell’amicizia?

Sono sempre stato un persona solitaria, anche se non sempre per scelta, non ho mai avuto grandi compagnie e ho un carattere un po’ sopra le righe quindi diciamo che i pochi amici che ho e che mi sopportano cerco di tenermeli stretti (ride). Credo che a volte la società giri troppo intorno a dinamiche lavorative o sessuali riuscire per esempio ad avere amici sinceri del sesso opposto è una cosa che dovrebbero fare tutti per imparare a valutare le persone in modo più profondo e schietto. Senza alcuni cari amici non credo avrei fatto questo progetto e non sarei nemmeno uscito da periodi duri della mia vita.

Nei prossimi mesi uscirà il tuo disco? Quanto ci sarà di te nei brani che ascolteremo e cosa ti piacerebbe che la gente scoprisse- riscoprisse o cogliesse attraverso le tue canzoni?

Non uscirà un disco sarebbe anacronistico e inutile. Farò uscire altri due singoli uno in autunno dal titolo Fellini e l’altro in primavera dal titolo Percussioni latine. Nei miei brani c’è la mia vita, nel bene e nel male, c’è tutto di me nei miei brani anzi sono il momento ed il mezzo con il quale potete vedere il vero me stesso. Le serate gli amori gli amici che hai seppellito la famiglia la poesia il mare la mia vita insomma la mia visione del mondo e degli altri e di me stesso. Vorrei che le persone sentissero la malinconia e la bellezza di questa terra e la felicità che deriva da questa comprensione profonda del mondo, non so se ci riuscirò con la musica è ambizioso (ride) però ci provo, se anche solo una persona si sentirà ispirata e travolta mi basta già.


Qual è l’augurio che fai a te stesso?

Di non smettere mai di divertirmi facendo musica e di riuscire a farla sempre con umiltà e passione. Spero grazie alla musica di riuscire a diventare una persona migliore, viaggiare, esorcizzare la mia oscurità interiore ed imparare a stare con gli altri. Il giorno che inizierò a parlare di diventare famoso vi prego sparatemi (ride)

 

Ironia, sana follia ed un concentrato di positività rendono questo ragazzo davvero speciale. Non perdetelo di vista perché è grazie a persone come lui che la musica ritrova quel “che” di autentico, ultimamente quasi del tutto tralasciato. Lui quell’autenticità ce l’ha nel DNA.

Claudia Venuti

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