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IRIS: A Space Opera by Justice

IRIS: A Space Opera by Justice – è questo il titolo dell’esordio sul grande schermo del duo francese composto da Gaspard Augè e Xavier de Rosnay, adattamento dello spettacolo dal vivo Woman Worldwide da parte dei due registi Andrè Chemetoff e Armand Beraud.

I Justice non hanno bisogno di presentazioni: sulle scene dal 2005 hanno composto moltissime canzoni di grande successo che tutti più o meno consapevolmente abbiamo ballato almeno una volta.

Il film, diviso in due parti, inizia come un vero e proprio documentario dove Gaspard e Xavier spiegano la decisione di andare controcorrente: in un mondo musicale, infatti,  dove gli artisti cercano sempre di più il contatto con il pubblico, loro lo eliminano completamente dando una nuova dimensione al loro live. 

 

 

Nella prima parte i due protagonisti spiegano il perché di alcune scelte, raccontando la difficoltà della realizzazione alternandosi alle voci dei due registi e di alcuni addetti ai lavori, tra cui il vero protagonista di questo film, Vincent Lerisson, il tecnico luci che ha seguito tutto il loro Woman World Tour e che a tutti gli effetti potrebbe essere considerato il terzo membro della band.

Ma perché A space Opera?

Il film è concepito come un’esperienza sensoriale, con incastri di immagini perfetti: alle immagini del live si alternano quelle del cosmo, con pianeti e costellazioni che creano una vera opera d’arte.

«Dovrebbe essere proiettato su una cupola mentre uno sdraiato sull’erba lo guarda.»

 

 

Safe and Sound dà inizio al live. Le atmosfere del film sono decisamente anni ’80, le luci perfette di Vincent danzano attorno al duo francese creando veri paesaggi fatti di geometrie perfette e colori, tutto molto ipnotico.

I due DJ, grazie alla superficie riflettente del pavimento, sembrano sospesi nello spazio, le luci che rimbalzano creano distorsioni visive che normalmente avrebbero bisogno di effetti di postproduzione, ma qui è tutto in presa diretta.

Le inquadrature decentrate e le carrellate creano dinamismo e non fanno assolutamente sentire la mancanza del pubblico. 

 

 

Genesis, Stress, Love S.O.S., We Are Your Friends: i Justice lanciano bombe in successione. Heavy Metal è l’episodio che ho apprezzato di più, dove le luci stroboscopie diventano le protagoniste, sicuramente più nel loro stile.

Una traccia dietro l’altra, in un mix che ti prende, ti mescola e ti lancia a forte velocità in un tunnel fatto di luce.

Tuttavia, terminata la visione del film, sono uscito dalla multisala in cui è stato proiettato convinto che il contesto migliore per apprezzarlo e rendere giustizia alla musica della band sarebbe di guardarlo proiettato non su una cupola, ma ballando con un cocktail in mano ed il naso all’in su con lo sguardo perso nel cosmo.

 

Grazie a Spin Go

Testo di Luca Ortolani

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