Odio dignissimos blanditiis qui deleni atque corrupti.

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DEPRODUCERS in scena a Genova

• DEPRODUCERS •

Teatro della Tosse (Genova) // 2 Novembre 2019

Un collettivo artistico innovativo e formato da quattro teste di serie del panorama musicale italiano. I DEPRODUCERS sono Vittorio Cosma, Riccardo Sinigallia, Gianni Maroccolo e Max Casacci e compongono musiche per conferenze scientifiche. In altre parole, i loro strumenti accompagnano spiegazioni di argomenti tanto affascinanti quanto complessi come, in questo caso, l’evoluzione della vita sulla Terra.

Al Teatro della Tosse di Genova, più che ad un concerto, abbiamo assistito ad un vero e proprio spettacolo teatrale intitolato DNA, che sta girando l’Italia e la cui tappa genovese è stata inserita nel programma del Festival della Scienza del capoluogo ligure. I DEPRODUCERS hanno portato sul palco un progetto ambizioso che mira a portare quelli che possono essere gli aspetti più misteriosi e affascinanti della scienza ad un pubblico variegato, a dimostrazione che genetica, biologia o filosofia possono interessare anche i non addetti ai lavori.

Lo spettacolo è stato diviso in otto atti che hanno ripercorso la storia della vita sulla Terra. A partire dall’abiogenesi – la nascita della prima cellula organica a partire da materiale inorganico – sono state poi analizzate le varie tappe dell’evoluzione, con un’attenzione particolare verso noi esseri umani, la duplicazione del DNA e le mutazioni genetiche “frutto di caso e necessità”, tra cui anche quelle responsabili del cancro. Non a caso, il progetto è stato realizzato in collaborazione con AIRC, che da decenni si occupa di ricerca in questo campo.

Chitarra, tastiera, basso e batteria si sono fuse insieme su un palco illuminato da luci quasi psichedeliche, creando suoni elettronici e ritmi che diventavano tanto più energici e ipnotici quanto più il progresso si fa rapido. Alle spalle dei musicisti, uno schermo proiettava immagini esplicative per chi di scienza ne sa poco o nulla, in modo da essere catapultati anche noi nel mondo delle cellule. Sembrava di guardare in un microscopio a velocità aumentata e, come è accaduto con i suoni, anche le immagini del DNA che si replica sono risultate ipnotiche e affascinanti. 

Ogni atto dello spettacolo è stato inframezzato da interventi del professor Telmo Pievani, storico della biologia ed esperto di evoluzione dalla capacità oratoria incredibile, in grado di far capire a chiunque in quella sala gremita anche argomenti complessi come il funzionamento del DNA o alcuni meccanismi particolarmente altruisti che regolano le nostre cellule. 

Non sono mancati i momenti toccanti, soprattutto verso la fine. Il penultimo atto – Cancro – è stato suonato completamente al buio, dopo un discorso del professore sull’importanza di non nascondere la testa sotto la sabbia quando si parla tumori. Le luci poi le abbiamo riaccese noi dalla platea per l’ultimo atto, intitolato Serendipità. Ogni nostra torcia voleva rappresentare ogni singolo contributo della ricerca, non solo relativa alla lotta contro il cancro ma alla scienza in generale. Quei contributi che, a detta del professore, sono spesso frutto del caso, o meglio, dei momenti di serendipità, quando cioè si cerca una cosa e lungo il cammino se ne trova un’altra che nemmeno immaginavamo e che spesso ha la stessa importanza.

Testo: Francesca Di Salvatore 

Foto: Giulia Spinelli

Grazie a Fleisch Ufficio Stampa

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