Odio dignissimos blanditiis qui deleni atque corrupti.

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Massimo Pericolo: il grido di rivalsa di una generazione ai margini

• Massimo Pericolo •

Speranza

Barracano

Estragon (Bologna) // 2 Novembre 2019

Un live così è molto più di una semplice data promozionale, va oltre l’hype e il marketing. All’opposto, è il frutto dell’esigenza di esorcizzare anni di difficoltà e problemi all’interno di una grande festa fra amici, raccontando con durezza e verità ciò che si era, che si è e che si sarà. Stiamo parlando del primo concerto del tour di Massimo Pericolo, Speranza e Barracano, andato in scena all’Estragon Club di Bologna il 2 Novembre con grandi aspettative alle spalle.

I tre sono tra i rapper più chiacchierati e interessanti dell’ultimo periodo, essendo stati in grado di portare un’estetica e un linguaggio nuovo nel panorama hip-hop contemporaneo italiano.

Sono cresciuti tutti in situazioni non facili della provincia italiana: Massimo Pericolo, all’anagrafe Alessandro Vanetti, arriva da Brebbia, in provincia di Varese e dietro di sè ha un passato complicato che lo ha portato anni fa a scontare quattro mesi di carcere e un anno ai domiciliari per spaccio; Speranza e Barracano sono entrambi originari del casertano, un’area colpita duramente dalla presenza della mafia e dall’abbandono sociale.
Questi ragazzi sono si sono ritrovati così uniti dalla necessità di emergere da tali contesti tramite la propria arte, la propria musica e le proprie parole, per salvarsi e dare voce a chi possibilità non ne ha.

È pertanto perfettamente coerente la scelta di esibirsi in un tour congiunto, data la similarità di linguaggio, sound e anche di pubblico. Infatti, appena si arriva all’Estragon si percepisce una grande uniformità fra i fan, in larga parte giovanissimi.

A differenza di certe date in cui gli artisti di apertura sono delle comparse spesso poco considerate dal pubblico, qui nessuno sembra essere venuto appositamente per una soltanto delle esibizioni, ma vuole godersi appieno la serata, supportando con la stessa energia e lo stesso entusiasmo tutti e tre i rapper.

Il club è sold out e l’attesa si percepisce nell’aria, i ragazzi fremono davanti al palco, molto minimal, tipicamente hip-hop, senza ledwall o luci clamorose, ma solo con un fondale recante i nomi degli artisti e la postazione dei deejay incaricati di lanciare le basi.

Poco dopo le 21:30 sale sul palco Barracano, a cui è affidato il compito di scaldare i presenti, riuscendoci egregiamente. Il rapper va in scena con l’estetica classica che lo contraddistingue, fatta da una tuta da calcio e un borsello a tracolla, arringando subito i fan con brani cantati dalla prima all’ultima parola, cori e passaggi ironici e coinvolgenti. Riesce molto bene a gestire un problema tecnico all’audio intrattenendo il pubblico con barzellette, sfottò e frasi affilate nell’attesa che i tecnici risolvano il tutto. È evidente la voglia di rivalsa e la fame di Barracano, che infila in scaletta gran parte dei brani contenuti nel suo primo album Il Figlio di Scar, pubblicato lo scorso 31 Ottobre.
Appena dopo la title track che chiude il suo set, il rapper casertano lascia spazio al conterraneo Speranza che sale sul palco con una maglietta dedicata a Bologna, mandando in visibilio la folla. Ci sono tutti i singoli di successo che negli ultimi mesi hanno contribuito a far emergere il nome dell’artista, da Manfredi a Sirene, da Givova a Pagnale, non manca nulla e anche in questa occasione i fan cantano a squarciagola ogni singolo testo, nonostante le molte parole in dialetto campano che caratterizzano i brani.

L’Estragon dopo due set di fuoco così scalpita ancora di più, manca pochissimo all’arrivo sul palco del nome più atteso: Massimo Pericolo.
Al primo brano il pubblico canta così forte da sovrastare la base, costringendo il rapper di Brebbia a interrompersi e ripartire da capo con Scialla Semper, dal suo primo disco omonimo uscito alcuni mesi fa e già divenuto oggetto di culto.
Alessandro in scena è magnetico, si muove da un lato all’altro del palco con delle orecchie finte da gatto sulla testa e una birra sempre in mano. Saluta i fan, li ringrazia costantemente, infilando qua e là anche frasi di forte impatto sociale, dall’uguaglianza fra i sessi fino alla volontà di dare voce a storie vere, forti, crude e troppo spesso dimenticate come quelle dei curdi, di cui viene esibita una bandiera in loro sostegno.
Senza dubbio sa dominare la scena e coinvolgere i fan, come quando chiede a tutti di abbracciare un amico presente se ne hanno uno, mettendo dunque al centro anche una buona dose di sentimenti ed emotività, in grado di contrastare molto bene con le tematiche esplicite e forti dei testi. Ne è un esempio Sabbie d’oro, che crea un’atmosfera eterea su cui si incastra alla perfezione il flow di Massimo Pericolo, certamente uno degli episodi migliori del live.

Non poteva mancare il momento in cui tutti e tre i protagonisti della serata si riuniscono sul palco per cantare insieme alcuni pezzi in cui hanno collaborato, tra cui Criminali, l’ultimo recentissimo singolo pubblicato dal trio poche settimane fa. Viene allora raggiunto l’apice dell’evento, i cori e gli applausi si fanno sempre più intensi e il palco diventa il teatro di una festa collettiva fra le crew dei rapper, degna conclusione del concerto.

Il tour non poteva che iniziare meglio, la serata è stata trascinante ed estremamente vera, senza sovrastrutture esagerate. L’impatto è dato da una ricerca continua del contatto con le persone, dimostrando che gli artisti provengono da un’Italia dimenticata, ai margini, e non se lo scordano di certo. Con la loro ribellione e il loro furore, Massimo Pericolo, Speranza e Barracano in questo momento sono tra le voci migliori capaci di raccontare vissuti crudi e pieni di difficoltà, ma proprio per questo reali, in cui molti ragazzi possono immedesimarsi, e un concerto così è l’opportunità unica anche per loro di urlare in faccia al mondo la loro storia.

Testo: Filippo Duò 

Foto: Alessandra Cavicchi

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