Odio dignissimos blanditiis qui deleni atque corrupti.

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The Maine @ Circolo Ohibò

• The Maine •

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Stand Atlantic

Circolo Ohibò (Milano) // 14 Febbraio 2020

Chi ha scelto di vedere The Maine il 14 febbraio, avrà probabilmente pensato ad un San Valentino speciale, lontano dai romanticismi imposti dai cliché ma in qualche modo pertinente ai suoi stereotipi, grazie all’attitudine “lovely-songs” della band. Aspettative ripagate con tanto di lauta mancia!

Il quintetto dell’Arizona (“We’re not from the Maine” cit.), è parso particolarmente ispirato, divertito e gasato dalla situazione intima, punk e calda nel quasi-sold-out dell’Ohibò.

Tutti i fan de The Maine conoscono il loro pittoresco rapporto con il pubblico, la totale devozione e umiltà nei confronti di chi li supporta e li ascolta e, se la cosa è evidente sui social, dal vivo è praticamente tangibile. Questo è di certo il maggior punto di forza della band, tutto il live ruota intorno ad un senso di grande famiglia, se qualcuno cade ci si ferma, se qualcuno ha voglia di cantare, ballare, mascherarsi, urlare, essere se stesso, John O’Callaghan lo percepisce e fa in modo di condividere quell’energia con tutti.

La scaletta, come previsto, è stata molto You Are OK oriented, con apertura e chiusura dedicate appunto all’ultimo acclamato album. A mio avviso non si poteva chiedere di meglio, c’è tutta la freschezza, la potenza e la genuinità di un disco suonato da poco, anche se The Maine sembrano divertirsi allo stesso modo anche con le canzoni della MySpace era, o con qualunque momento karaoke improvvisato, come se si esibissero da un paio d’anni in tutto, e la cosa arriva.

Momenti morti zero, suoni giusti, voce bene bene, più che un concerto è sembrata una festa, in cui tutti erano coinvolti, grazie sicuramente a John, leader esagerato che tiene il palco come ho visto fare in pochi al mondo e improvvisa, strappa risate spontanee, ti tiene in suspence con quel suo sguardo folle ed il suo modo assurdo di cantare. In pratica John O’Callaghan è tutto ciò che manca a Sanremo.

Concludo consigliando un’ora e mezza di The Maine a tutti per San Valentino, c’è più amore in quella festa che in tutta Parigi.

 

Testo: Stefano Gardelli

Foto: Luca Ortolani

Stand Atlantic

SETLIST:

 

Grazie a Hellfire Booking Agency

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