Odio dignissimos blanditiis qui deleni atque corrupti.

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Novastar: il mondo possibile di Cavaleri

Barbara Cavaleri è una cantautrice pop italiana. A sei anni dall’uscita del suo primo album in inglese So Rare, il 28 Gennaio 2020 pubblica Come una Stella/Novastar. L’album è la rappresentazione di una città futuristica chiamata Novastar, dove la protagonista è schiava delle convenzioni e dei paradigmi morali ed estetici della società e vive, citando una delle canzoni dell’album, come in una lattina. Gli abitanti di Novastar sono alienati in bilico tra il voler godere dei privilegi di “questo gioiello contemporaneo” e il sacrificio quotidiano per attenersi alle sue regole di omologazione. Un universo estraneo alla nostra realtà in cui l’ascoltatore non può che rivedere alcune delle sfumature più tetre del nostro tempo. 

 

Quando nasce il progetto dell’album e come si è sviluppato il processo creativo?

“Il progetto nasce intorno al 2018. La prima canzone che si è concretizzata è stata Le parole, l’ultima della tracklist ma la prima in ordine di scrittura. L’idea dell’album nasce dopo anni di lavoro incessante. Alcuni progetti sono andati in porto, mentre altri per varie ragioni non mi sono sentita di pubblicarli.
Questo album è stato molto nitido fin da subito nella mia mente. Una volta scritta Le parole si è materializzata Novastar, la città futuristica e la protagonista, proprio come se fosse la trama di un romanzo di un film. Ho poi sviluppato tutte le canzoni dell’album, intorno agli argomenti che mi premeva di più sviluppare. La genesi è durata circa due anni fino alla pubblicazione il 28 Gennaio 2020. Sono un’artista che vuole prendersi tempo per trovare i collaboratori giusti.”

 

Tre parole che useresti per descrivere il tuo album?

“Si tratta di un lavoro libero, fuori dalle convenzioni attuali di scrittura, ma è scritto e prodotto in modo molto coerente. Il secondo aggettivo è contemporaneo: le sonorità sono ricercate, calibrate, si va da una ballad pop romantica come Come una stella, fino ad una sperimentazione più forte come Bomba. Il terzo aggettivo è ponderato, in quanto ci sono stati anni di impegno e lavoro dietro.”

 

In Lattina, il singolo d’uscita dell’album, la protagonista osserva “la sua vita futuristica” una frase che mi ha colpito molto è “come se tutto corrompesse la mia integrità” da che cosa è corrotta l’ integrità della protagonista?

“Tutto. In una vita in lattina qualsiasi cosa corrompe l’integrità della protagonista. Se io, donna di Novastar, esco dai parametri in cui gli abitanti della città devono stare, ovvero rispettare ritmi di lavoro incessanti per il progresso della città o riconoscersi forzatamente in un’affiliazione politica o morale, la mia integrità è bruciata. La protagonista ha sposato così come tutti i cittadini di Novastar, uno stile di vita fuori dal quale non potrebbero essere ammessi  privilegi materiali e di benessere economico. Deve restare in una lattina, all’interno di certi parametri sociali, conformandosi all’individualismo che non per forza assume un’accezione negativa. Viviamo e siamo soli in case dove si fatica a costruire un nucleo familiare perché tutto è sacrificato.” 

 

Il brano Body Not Soul, sembrerebbe una critica spietata alla ricerca di canoni estetici impossibili da raggiungere. A cosa in particolare ti riferisci? 

“La protagonista parte da un’introspezione e dice a sé stessa:“ho comprato mille creme e smalti fluo per coprire tutto il nero che ho dentro”. Cerca quindi di gestire un mondo interiore molto scuro e fa fatica a stare al passo. A Novastar devi scegliere chi essere a livello estetico, ed essere all’altezza di questo estetismo, altrimenti non puoi farne parte. La città, come dico anche nella canzone Contemporaneo, è un gioiello e noi siamo eletti nel poterci stare ma allo stesso tempo dobbiamo rispettare dei canoni estetici precisi e vestire una pelle 2.0. Si presta ad essere interpretata come una critica ai canoni estetici della nostra società ma onestamente si tratta più di una finzione che acquisisce significato all’interno della narrazione di questa storia, è tutto esacerbato.”

 

 

Nonostante le strutture che coabitano il mondo artificiale ed ovattato di Novastar, vi è spazio anche per l’amore? 

“La risposta è si, assolutamente si. Per la protagonista si tratta di una ricerca incessante.Quando mi è stata proposta Come una Stella ho pensato che fosse perfetta per rappresentare l’amore di coppia, di qualsiasi coppia si tratti. E’ una canzone introspettiva, in cui la protagonista fa spazio dentro di sé per accogliere l’amore senza abbandonarsi alla vanità o a ricerche effimere. I momenti di massima dichiarazione d’amore sono Come una Stella, per l’appunto, e Ballare Fino al Mattino. In quest’ultimo brano, l’amore viene inteso come amore per l’umanità. Vi è la liberazione spirituale della protagonista che capisce che anche dentro a questo mondo artificiale può esistere una comunità. La cosa più semplice che le persone possono fare all’interno di una comunità è quella di accomunarsi con un corpo, ballare. Più siamo costretti a stare vicini, più siamo capaci di abbandonare i nostri schemi e le nostre sovrastrutture. La natura umana prevale.”

 

Secondo te, dopo la quarantena la nostra società tenderà ad assomigliare al mondo futuristico, virtuale e individualista di Novastar o pensi che al contrario ci sarà un’inversione di marcia verso una realtà primordiale e più autentica? 

“La mia opinione è che alcune persone trarranno un insegnamento da questa situazione e ne usciranno cambiate. Ora siamo soli a contatto con le nostre nevrosi e dobbiamo affrontarle per forza. C’è chi ne uscirà impoverito, soprattutto dal punto di vista economico e questo potrebbe portare all’adozione di meccanismi di protezione, come l’ignorare gli altri. Ho creato Novastar con il privilegio della fantasia, della libertà di rappresentare qualcosa che deriva dal nostro mondo ma che è liberamente ispirato. La mia è la proiezione di un possibile scenario ma tutte le proiezioni possono cambiare. C’è chi si chiuderà in casa davanti al proprio computer, c’è chi invece al contrario vorrà trasferirsi e andare a vivere in campagna. Ognuno avrà l’occasione di decidere dove andare dopo.”

 

Immagino che tour e live siano stati rinviati. Mi domando se inizialmente ci fosse l’intenzione di fare dei concerti e come pensi di gestire ora il tuo lavoro?

“Ho messo da parte l’idea della promozione live perché ho capito che si tratterà di un periodo lungo e non vorrei mettere a rischio le persone.
Abbiamo a che fare con la morte: persone che soffrono, persone che stanno lavorando duramente e quindi io ho avuto bisogno di rispettare questa cosa. Ora però, sono in una fase in cui credo che ci sia bisogno di ascoltare cose belle e stare bene.
Ieri per la prima volta ho pensato che si aprirà un filone di concerti online perché è difficile stare in silenzio per tanto tempo. Mi auguro che nascano delle alternative che facciano onore ai musicisti e alla loro funzione sociale in questo momento.”

 

Giulia Illari

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