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Moltheni “Senza Eredità” (La Tempesta Dischi, 2020)

Ne è passato di tempo, caro Moltheni. 

Dopo undici anni da Ingrediente novus, esce Senza Eredità per La Tempesta Dischi. 

Quest’album recupera, riadatta e completa quelle canzoni che non avevano trovato posto in nessun disco di Moltheni (Umberto Maria Giardini) dal 1998 e rappresenta la chiusura di un progetto senza eredi, senza eredità.

Non è stato affatto facile trovare le parole per descrivere questo ascolto. Lo ha detto Moltheni stesso in Spavaldo: “La mia identità puoi tradurla ma il vocabolario non ce l’hai”, ed è proprio vero.

Questo disco è un tuffo nell’indie-rock e negli anni Novanta ma non solo. Gli organi e il Rhodes piano mi riportano anche più indietro, ai tempi di Stevie Wonder. Così, l’outro funkeggiante di La mia libertà, pezzo in apertura dell’album, trasmette quella sensazione di leggerezza definendo la libertà come “Il dito medio temerario [che] attende tranquillo che arrivi il mio turno con te”.

La stessa leggerezza che ritrovo in Estate 1983. Il ritorno all’adolescenza è dolce come una carezza e fa riscoprire i sapori delle piccole cose. Gli arpeggi sono un treno ed ogni fermata è un ricordo lontano. La destinazione sembra essere la nostalgia, un sentimento che cresce sul finale del brano ma che Moltheni scaccia grazie al mantra: “ignorare il tempo”. 

A dispetto del titolo, Il quinto malumore ha lo sprint necessario per essere considerato il pezzo più rock di questo album. Le chitarre me lo confermano. 

Tutte quelle cose che non ho fatto in tempo a dirti è l’ascolto che chiude l’album. In questo periodo di difficile gestione psicologica, la ripetizione incessante della “follia che abitava abusiva in un appartamento della mente mia” mi abbraccia e si insinua nella mente, tanto da farmi sentire quel disagio.

Questo disco dalle mille sfaccettature affronta una grande varietà di temi: la libertà, l’amore, la verità, il dolore, temi costanti e senza tempo, temi che non si esauriscono. E forse, proprio per questo, non è del tutto vero che la chiusura di Moltheni sia “Senza Eredità”. 

 

Moltheni

Senza Eredità

La Tempesta Dischi

 

Cecilia Guerra

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