Odio dignissimos blanditiis qui deleni atque corrupti.

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VEZ5_2020: Isabella Monti

Fare un bilancio del 2020 di qualsiasi tipo – anche musicale – è un po’ strano, dato che la percezione del tempo è stata completamente distorta e questi 12 mesi sono durati in realtà 57. Ma comunque in questi 57 mesi la musica è stata fondamentale: un po’ bene di conforto, un po’ fonte di nostalgia per una normalità persa per strada e qualche volta anche motivo di dispiacere, ripensando magari a tutti i concerti mancati e che non si sa quando riprenderanno nella loro forma più vera e sincera: appiccicati gli uni agli altri addosso a una transenna.

Ecco allora che abbiamo chiesto ai nostri collaboratori e amici di raccontarci quali sono stati gli album che hanno tenuto loro più compagnia durante questo 2020…

 

Funk Shui Project & Davide Shorty “La Soluzione Reboot”

Un giorno di metà giugno apro Spotify per ascoltare La Soluzione, uno dei miei album preferiti del 2019, clicco play e mi rendo conto che qualcosa è cambiato.
Le tracce, di cui conoscevo a memoria ogni passaggio, erano state rimaneggiate, ricostruite, cambiate, arricchite. Insonnia (una delle mie preferite), letteralmente eliminata dalla tracklist. Il collettivo di musicisti torinesi, ad oggi, capitanato dal mio adorato Davide Shorty, ha premuto start > riavvio sull’album precedentemente pubblicato, un vero e proprio ‘reboot’.
Non riconosco le tracce > storco il naso > ascolto meglio > storco il naso > me ne innamoro ancora di più.  Musicalmente eccezionale, vocalmente vero e con una re-interpretazione a base di quarantene e asocialità.
Dopo le glorie degli anni ’90, il collettivo Funk Shui rappresenta un faro di speranza per chi, come me, non può vivere senza funksoul e hip hop all’italiana, quelli veri. 

Traccia da non perdere: Solo con me ft. Johnny Marsiglia

 

Lianne La Havas “Lianne La Havas”

Prince (sigh!) la amava. E come dargli torto. L’algoritmo di Spotify me la propone in pieno lockdown e fa totalmente centro. A 5 anni dall’album della più conosciuta Green & Gold, la cantautrice greco-giamaicana torna a scalare le classifiche britanniche con l’album omonimo Lianne La Havas e il suo sorriso, che già dice tutto.
Si è divertita, è cresciuta, si è trasformata e si sente in tutto l’album. Quando parte la dolce amara Bittersweet dopo una giornata di lavoro impegnativa, il gin tonic delle 19 acquista tutto un altro sapore.

Traccia da non perdere: un avvolgente e travolgente rifacimento di Weird Fishes

 

Calibro 35 “Momentum”

In un anno da dimenticare – anche dal punto di vista della musica live – mi ritengo fortunatissima ad aver potuto assistere (e fotografare!) per ben due volte ad un concerto dei Calibro 35, il primo al Locomotiv di Bologna a febbraio, il secondo alla Rocca Malatestiana di Cesena per Acieloaperto, ad agosto.
Dentro a Momentum c’è tutto. Il funk, il jazz, l’hip hop, la colonna sonora degli inseguimenti polizieschi; c’è la classe di musicisti con la M maiuscola. 

Traccia da non perdere: Fail It Till You Make It / 4×4

 

Jordan Rakei “Origin” (Deluxe Edition)

Un grazie enorme alla clausura forzata e un altro sempre all’algoritmo di Spotify, perché mi hanno permesso di conoscere Jordan Rakei con questo album dalla produzione eccezionale.
Nulla da invidiare a Cloak e Wallflower dopo l’uscita nel 2019 per Ninja Tune, Origin viene ripubblicato in Deluxe Edition a marzo 2020 con l’aggiunta di 10 nuove tracce, tra inediti, live version di alcuni pezzi e collaborazioni importanti come quella con Common nel rifacimento di Signs. Groove come se piovesse. 

Traccia da non perdere: Borderline

 

Tom Misch & Yussef Dayes “What Kinda Music”

Dopo essermi letteralmente innamorata della sua versione di Midnight Mischief di Jordan Rakei, decido di approfondire la nuova fatica di questo giovane chitarrista e producer londinese. Nu soul, progressioni jazz, dinamiche fusion, r’n’b accattivante. Tom Misch, strabilia con un album caldo e intrigante, da godere tutto d’un fiato. Bellissima scoperta.

Traccia da non perdere: Lift Off (ft. Rocco Palladino, figlio del più famoso Pino)

 

Honorable mentions 

Sampa the great “The return” Nonostante sia uscito a fine 2019, lo scopro in pieno lockdown a marzo-aprile, tra un impasto della pizza a tripla lievitazione e l’altro. Freedom mi suona in testa come un mantra, chissà perché. S-t-r-a-o-r-d-i-n-a-r-i-o.

Yazmin Lacey “Morning Matters” Mattine fumose, mattine di sole timido, mattine che contano, con una voce incredibile e una batteria che ti spinge, sempre più avanti.

Aaron Taylor “Icarus” Sulla fiducia. Ora vado ad ascoltarlo, non prima di aver ascoltato per l’ennesima volta I think I love you again (anche se del 2018), ufficialmente il mio brano più ascoltato di quest’anno. Mi rimette sempre al mondo.

 

Isabella Monti

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