Odio dignissimos blanditiis qui deleni atque corrupti.

Begin typing your search above and press return to search. Press Esc to cancel.
  /  Incontra   /  Tre Domande a: Durmast

Tre Domande a: Durmast

Come e quando è nato questo progetto?

“Ho sempre suonato la batteria in varie band punk/rock dal 2004 ad oggi, ma nel 2008 in seguito ad un incidente che mi ha impossibilitato a suonare per diversi mesi ho cominciato a scoprire il mondo della musica elettronica continuando la cosa parallelamente alla batteria anche dopo essermi rimesso, dal 2017/2018 ho voluto dare l’ufficialità a questo progetto dandogli il nome Durmast e facendo uscire il mio primo album Village.”

 

Cosa vorresti far arrivare a chi ti ascolta?

“L’obiettivo non è trasmettere, ma piuttosto, far scaturire qualcosa in chi ascolta i miei brani.
Credo che sia il bello di non avere testi, il testo condiziona l’ascoltatore, invece nel mio caso è la musica che agisce su chi ascolta suscitando qualcosa in maniera molto libera senza vincoli e senza un giusto/sbagliato. Vorrei che la mia musica potesse essere indossata come un abito su misura, io presento il modello e l’ascoltatore decide il colore, i dettagli e in che occasione indossarlo. Può essere un abito da festa, da viaggio, da tenere dentro l’armadio e indossarlo guardandosi allo specchio, in seguito riporlo per poi vedere come calza qualche anno più tardi.”

 

Progetti futuri?

“In testa tantissimi, tra i più fattibili adesso sicuramente creare altri brani, altri remix (di artisti conosciuti e non) e introdurre la batteria acustica in live e brani in studio così da poter dare un tocco umano ad una cosa programmata.
Mi piacerebbe dopo l’esperienza che ho avuto in Mappe Criminali, dove hanno utilizzato dei miei brani per la colonna sonora, creare qualcosa ad hoc per serie tv e/o film per il piccolo e grande schermo, insomma vorrei mettere i piedi in più staffe così da creare un bagaglio di esperienze più ampio, perchè credo che un’artista debba costantemente mettersi in gioco e affrontare nuove sfide per alimentare l’immaginazione e definirsi tale, fame senza mai sentirsi sazi.”

Leave a comment

Add your comment here