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La Municipàl e le canzoni per restare uniti, nonostante tutto

Per resistere al tuo fianco è uno di quegli album che ci servono durante una pandemia e La Municipàl, il duo formato dai fratelli Carmine e Isabella Tundo, ce l’ha regalato. Se dovessi dare una definizione alla loro musica, direi che è una costante rielaborazione emotiva cantata e suonata, attraverso la quale riusciamo a capire noi stessi. E oggi ne abbiamo tanto bisogno. 

Per l’occasione, abbiamo chiacchierato con Carmine, che ci ha raccontato il viaggio iniziato nel 2020 con la pubblicazione di doppi singoli rilasciati in digitale e in vinile 45 giri. L’artista, conosciuto anche come Romeus o Diego Rivera, è come mi aspettavo che fosse: con poche parole e una voce sicura, è riuscito a raccontare un’indagine interiore personale e universale.

 

Ciao Carmine! Introduciamo subito l’album: Per resistere al tuo fianco chiude il percorso iniziato con Per resistere alle mode. Com’è andata e come sta andando?

“Sono contento finalmente di aver concluso questo percorso cominciato un anno e mezzo fa. Ovviamente, causa pandemia, è stato un po’ dilatato nei tempi. Però mi sono divertito molto a produrlo, soprattutto sfruttando l’idea di dualismo (lato A e lato B) e poi ho cercato di seguire una sorta di flusso, quindi quasi tutti i brani sono collegati sia dal punto di vista sonoro che come tematiche. Sono abbastanza soddisfatto.”

 

Quindi, qual è l’aspetto che preferisci di quest’ultimo album?

“Sicuramente l’aver potuto lavorare sul dualismo, poi anche il fatto che è una sorta di piccolo concept album. Ascoltandolo dall’inizio alla fine, è come se ci fosse un flusso e fosse tutto collegato.”

 

La prima cosa che si nota è proprio il verbo resistere, quindi anche il concetto di “resistenza”, che ha sempre un bel significato, anche politico. Cosa vuol dire “resistenza” per te?

“È stato un periodo difficile per tutto e per tutti. Sono riuscito a capire quali sono le persone realmente importanti per me, quelle che mi hanno aiutato a sopravvivere, banalmente. È stato qualcosa di collettivo. La resistenza può essere politica e affettiva, il restare uniti nonostante tutto. È un concetto forte che ho cercato di raccontare in tutto l’album.”

 

Infatti, nell’album sono presenti sentimenti che abbiamo provato tutti nell’ultimo anno e mezzo. Cosa vi ha lasciato e cosa vi lascerà questo periodo che stiamo vivendo?

“Sono stato molto fortunato perché vivo in campagna, ho avuto modo di finire un sacco di lavori che avevo in arretrato e il fatto di fare musica mi ha salvato. È stato un periodo in cui ho cercato di trarne dei lati positivi.”

 

Collegamento personale: non so se ti sia capitato di leggere Dizionario inesistente di Stefano Massini. Lui inventa una serie di vocaboli che non esistono nella lingua italiana e crea la parola “bastitudine”, che indica la virtù di saper dire basta quando è necessario. Quando è necessario?

“Io credo a un certo punto quando cresci bisogna guardare in faccia la realtà, accettarsi e accettare gli altri e accettare anche che le cose possano finire. Mollare la presa spesso è qualcosa di necessario per crescere umanamente. Un po’ più giovane tendi a cercare delle risposte, delle soluzioni e a volte ci metti un po’ a lasciare andare.”

 

È vero. Grazie mille!

“Grazie, un abbraccio!”

 

Marta Massardo

 

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