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Sleep Walker “Alias” (UNFD, 2021)

Simulazione o Realtà?

 

Alias, questo è il nome del secondo full-length degli Sleep Waker, che segue l’EP di debutto Lost in Dreams del 2017 e l’album di esordio Don’t Look at the Moon del 2018. Ho avuto la possibilità di ascoltarlo e recensirlo in questo caldo pomeriggio di luglio, pronto a vivere quella particolare energia che il Metal-Core riesce sempre a sprigionare.

Con i due lavori precedenti, siamo stati abituati a pensare agli Sleep Waker come una band dal sound non troppo originale, ma comunque deciso e penetrante. Una malinconia di fondo che si unisce a breakdown cattivi e massicci. Un’atmosfera che a tratti può facilmente ricordare importanti gruppi come i Bad Omens o, perché no, i Code Orange, soprattutto in brani come Melatonin. L’assenza di voci clean, neppure nei ritornelli, rende il tutto ancora più cupo. A questo, si uniscono le tematiche racchiuse nei testi di Alias: secondo quanto affermato dai nostri, infatti, di assoluta importanza e ispirazione per la scrittura dell’album sono stati prodotti cinematografici come Twin Peaks, The Matrix, Blade Runner e persino Ghost in the Shell e il famosissimo anime Cowboy Bebop. In particolare, gli Sleep Waker si sono concentrati sul concetto di realtà sintetica e su quella teoria che si domanda se siamo davvero svegli, se davvero stiamo vivendo o se è tutto frutto di una simulazione ricreata nelle nostre menti. Un argomento parecchio spesso, insomma, di una complicatezza elevata e che, ovviamente, si riflette sullo stile musicale.

Ascoltando i brani, risulta particolarmente di spicco 110 Minutes, uno dei singoli pubblicati. Energica, veloce, di forte impatto, tuttavia in un certo senso oscura, che racchiude un po’ quello che è il sound della band, con tutti i suddetti elementi che la caratterizzano. Il tiro resta alto per tutta la durata dell’album, creando un’omogeneità piacevole, ma che non sarebbe stata male se spezzata ogni tanto da brani più melodici. Un po’ come succedeva nei primi album dei While She Sleeps, giusto per capirci. Qui gli Sleep Waker invece hanno preferito dare all’album un’impronta più Death-Core, che comunque fa la sua figura.

Tirando le somme, Alias, seppur non presentando elementi originali o ricercati, resta un buon album, con sonorità potenti e impetuose, ma soprattutto con tematiche molto interessanti. Non deluderà i fan del genere musicale in questione.

 

Sleep Walker

Alias

UNFD

 

Nicola Picerno

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