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Simple Plan “Harder Than It Looks” (Self, 2022)

La musica, si sa, ha un potere magico grandissimo: riesce a farti viaggiare nel tempo. Non si può mica negare che, ascoltato l’album giusto, ci si immagina nel futuro, nei momenti che segneranno della nostra vita (io, a diciassette anni, immaginavo già il mio matrimonio con sottofondo Lovesong dei The Cure). Al contempo, una canzone può riportarti indietro nel tempo, magari nella tua adolescenza e spensieratezza. Ecco, il nuovo disco dei canadesi Simple Plan, mi ha fatto tornare immediatamente nel 2005, quando avevo tredici anni e portavo sempre una cintura con le borchie e un ciuffo di capelli che mi copriva metà volto. Quelli erano gli anni d’oro del pop punk, dove band come Blink 182, Green Day e Good Charlotte la facevano da padrone ed MTV era la bibbia di ogni adolescente.

Cavalcando l’onda nostalgica di noi trentenni, Harder Than It Looks esce in tempo proprio per festeggiare i 20 anni dal disco d’esordio dei nostri canadesi, No Pads, No Helmets… Just Balls, album che, tra l’altro, è recentemente tornato in testa alle classifiche grazie al singolo I’m Just a Kid, diventato protagonista di una challenge di TikTok dove i protagonisti si sfidano nel riprodurre foto di quando erano bambini.

Anticipato dai singoli The Antidote e Ruin My Life, il sound dell’album è quello tipico del pop punk, con chitarre più aggressive ma melodie che strizzano l’occhio al pop più mainstream. Le tematiche, però, sono decisamente maturate: più che confusione adolescenziale e cotte non corrisposte si parla di paura del futuro, incertezza, precarietà, status che caratterizzano tutta la nostra generazione. Ad esempio, il brano Best Day of my life ha un ritornello istantaneamente orecchiabile e un sacco di attitudine di strada, come ogni pezzo iconico del pop punk vuole. Il testo, però, è tutt’altro che scontato: dopo uno sguardo critico sugli errori e sui sensi di inadeguatezza passati, il cantante Pierre Bouvier, afferma, ha la maturità per capire che possiede già tutto quello che serve per essere felice. Anxiety è, invece, quasi una richiesta di aiuto: descrive quell’orribile sensazione di sentirsi così schiacciato dalle aspettative che gli altri ripongono su di noi da non riuscire più  a respirare. In Two si parla della difficoltà di crescere, di lasciare il nido di sicurezza di casa nostra per buttarci in un mondo nuovo e a tratti spaventoso.

I Simple Plan con questo disco vogliono dimostrare che sono tutt’altro che una band da buttare nel dimenticatoio e che hanno ancora molte cose da dire. Insomma, una vera chicca da gustare per i nuovi giovani fan o per chi è rimasto fedelmente ad aspettarli ed è cresciuto con loro. L’uscita di questo disco e il recupero del tour dei My Chemical Romance dopo due anni di attesa (io non sto più nella pelle!!) segnerà il ritorno di quella wave di pop punk-emo che mi ha accompagnato per tutta l’adolescenza? Spero proprio di sì: it’s not a phase, mum!

 

Simple Plan

Harder Than It Looks

Self

 

Alessandra D’aloise

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