Odio dignissimos blanditiis qui deleni atque corrupti.

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Sugar Blue @ Santomato Live

Siamo nella sala concerti del Santomato Live, a Pistoia ad aspettare lo spettacolo di Sugar Blue, che prosegue nel suo percorso artistico senza confini.  I musicisti stanno aspettando l’arrivo degli spettatori e Blue è seduto, da una parte, a suonare la sua armonica.

Mi avvicino e facciamo due chiacchiere, anche con la moglie, bassista della band, Ilaria Lentieri.

 

Come mai questo ritorno all’Africa?

“Generalmente quando si parla di Funk, Jazz, Rock’n’Roll, Punk… tutto torna all’Africa. Lì è dove tutto è iniziato, tutto ha avuto origine. Senza musica africana staremmo ancora facendo il Valzer. (ride)
Ed il Valzer è molto bello ma “you can’t groove it, baby!””

 

Di tutti i personaggi e gli artisti con cui hai collaborato chi ricordi con maggiore emozione?

Willie Dixon è stato un mentore, un amico un padre. Sono stato davvero onorato di poter suonare con Ray Charles e mi sono divertito molto con Prince ed ho amato fare Rock’n Roll con i Rolling Stones.
Ho avuto tante bellissime opportunità, suonando con i più grandi del Jazz, del Blues e del Funk, come Stan Getz, James Cotton, Junior Wells, Big Walter Horton ed altri…
Sono molto grato di aver suonato con alcuni dei più grandi musicisti del mondo. Sono stato fortunato.”

 

Ci sarebbero state le stesse opportunità se fosse vissuto adesso?

“Purtroppo no perché molte di queste persone sono morte e nessuno sarà mai come loro. Per fortuna abbiamo registrazioni di questi grandi uomini ma oggi questo tipo di esperienze non sarebbe possibile.
Mi sono trovato nel posto giusto al momento giusto.”

Negli occhi una luce, un mix di malinconia, gratitudine ed entusiasmo.

Sorrisi. Blue è una persona che ama ridere e far ridere, ama far star bene e far sentire a proprio agio.

Alle 22.30 è iniziato il live, con non poca emozione, sia da parte del pubblico che da parte dei musicisti che non si ritrovavano insieme da circa due anni.

Il concerto è iniziato con una ricca dose di energia, con una introduzione strumentale che sembrava volerci gridare: “Hey voi!!! Questo è Blues!!!”. 

 

 

Sul palco c’erano:
Damiano Della Torre piano /organ/ accordion
Ilaria Lantieri Whiting Bass / vocal
Sergio Montaleni guitar / vocal
CJ Tucker drums (USA)
Kalifa Kone Kamalengoni, tama, djembe (Mali)
Petit Solo Diabate balafon, djembe (Burkina Faso)

Il pubblico ammutolito ha seguito ogni nota con ammirazione e, a volte, stupore.

Non capita così spesso trovarsi faccia a faccia con la storia, con chi quella famosa storia di cui tutti parliamo l’ha davvero vissuta e scritta, assistendo ad uno show avvolgente con grande reinterpretazione dei classici della tradizione afro-americana e riarrangiamenti di originali composizioni e cavalli di battaglia del repertorio di Blue.

Il secondo pezzo è Red Hot Mama scritto negli anni ’90; un esempio tipico della musica rivoluzionaria di Blue, che ha sviluppato una velocità ed una tecnica uniche, mischiando il Blues al Funk ed al Jazz, un connubio mai sentito prima che, se da una parte lo hanno reso un pioniere, dall’altra lo hanno escluso dal mondo dei puristi del Blues.

Prosegue il live con One More Mile, un pezzo di James Cotton a cui è molto legato, tanto che ha dato il suo nome al figlio a cui James Cotton ha fatto da padrino.

Non poteva mancare il tributo a Muddy Waters con Hoochie Coochie Man e poi di nuovo una dedica al mentore James Cotton, Cotton Tree.

Si arriva alla fine senza nemmeno rendercene conto.

All’arrivo di Miss You il pubblico esplode in un grande applauso; il famoso riff nacque dall’incontro di Blue con gli Stones, che volevano questo nuovo groove di blues misto a funk tipico della Chicago degli anni ’70.

Il concerto termina con Messin’ with the Kid, cavallo di battaglia di Junior Wells.

E così, in circa due ore, ci ritroviamo ad aver attraversato la vita di Blue, con tributi ai suoi mentori, che tanto lo hanno spronato nella ricerca dalla sua personalità (parola d’ordine nella ‘black community’) che ha come risultato un armonicista unico al mondo, fuori dai canoni, moderno, in cui è racchiuso talento e personalità, eclettico e colorato, con sempre tanta gratitudine per la cultura africana.

 

 

Setlist

RED HOT MAMA

ONE MORE MILE

HOOCHIE CHOOCHIE MAN

COTTON TREE

BLUESMAN

WHO’S BEEN TALKIN’

INTERMEZZO ACUSTICO

BAD BOYS HEAVEN

TIME

MISS YOU

MESSIN’ WITH THE KID

 

Foto e testo: Letizia Mugri

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