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Billy Howerdel “What Normal Was” (Alchemy Recordings, 2022)

Suoni e parole che avvolgono per metterci a nudo

Avete mai pensato a cosa può essere la normalità? Oppure se il concetto di anormalità è assolutamente inesistente e creato dall’uomo stesso per sentirsi in dovere di giudicare il prossimo come meglio crede? Se non lo avete mai fatto prima, potete farlo ora con dieci tracce. Dieci tappe di un percorso verso una musica forte e profonda. Dieci passi in avanti per interrogarsi su ciò che è la normalità o come può apparire guardando attraverso occhi diversi. Di queste suggestioni si compone What Normal Was, per Alchemy Recordings, il debutto da solista di Billy Howerdel polistrumentista e produttore discografico statunitense, fondatore del gruppo alternative metal A Perfect Circle. 

Il progetto, che vede anche la collaborazione di Josh Freese alla batteria, si caratterizza per combinare gli elementi dell’alternative rock con l’industrial rock e il post-punk che richiamano le influenze di gruppi cari a Howerdel come i Depeche Mode e i The Cure creando un’atmosfera sonora densa ma combinata a sfumature più aperte ed elettroniche che già percepiamo in Free and Weightless, brano uscito alcuni mesi fa come singolo. Howerdel si circonda di sfumature elettroniche per sussurrare e poi gridare il desiderio di libertà e leggerezza che prende forma in attimi di sospensione, momenti quasi impercettibili, ma che ti fanno volare via dalla realtà, come aria, senza peso. Howerdel si muove nelle canzoni senza titubanze, attraversando le atmosfere rarefatte di Ani dominate dal synth a quelle più leggere ed evocative di Bring Honor Back Home, dove la tastiera rende il brano etereo e la batteria di Freese richiama all’ordine la struttura. Diventa voce narrante di canzoni che sono combinazioni di conversazioni quotidiane, di una vita “normale”, cioè una vita in cui ci sono cose belle e brutte, giornate buone e meno buone, dove possiamo essere felici ma anche soffrire. Una vita in cui possiamo agire nel modo giusto o sbagliato, oppure combinare entrambe le cose e renderle intense come la melodia di A Beautiful Mistake. 

What Normal Was crea domande e fugge dagli assoluti che solo certe risposte posso dare. Howerdel stesso non aspira al ruolo di vate, ma solo a quello di un musicista che parla attraverso strutture ritmiche e testi precisi per colpire un perbenismo conformista di alcuni dovuto paradossalmente alla mancanza di valori, all’interesse personale, alla superficialità di molti. I brani si alternano tra sonorità tonde e piene ed altre più dure e decise come in Poison Flowers dove il basso arricchisce la ritmica di tonalità gotiche che si intrecciano al synth. Questo non deve far pensare a brani che vogliono ferire, ma solo ad atmosfere che ti prendono e ti chiudono in un guscio che non è fatto per proteggerti, bensì per darti un luogo in cui metterci a nudo, guardare, sentire, forse anche comprendere. Cosa comprendere, però, dipende da voi.  

Questo è un disco che va ascoltato, mentre rimanete in silenzio in attesa di vedere cosa succederà nel vostro viaggio personale. Vi troverete completamente avvolti tra parole e suoni che risvegliano vecchie sensazioni accantonate in chissà quale angolo, oppure nuove e semplicemente pronte, lì, per sorprendervi. Qualcosa che vi farà paura e vi cullerà al tempo stesso, nell’ascolto di un progetto pieno di ottime composizioni sorrette da un’efficace scrittura che non può far altro che farci applaudire questo debutto. 

 

Billy Howerdel

What Normal Was

Alchemy Recordings

 

Alma Marlia

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